L’eredità del Covid

Come trasformare la più grande calamità mondiale degli ultimi anni in opportunità.

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”
Winston Churchill

Il Covid ha stravolto la vita di tutti noi. Dal fare la spesa al supermercato al salutare un amico, al visitare un familiare in ospedale. Abbiamo dovuto apprendere nuove forme di interazione e rinunciare ad alcune abitudini che prima erano la normalità e che soltanto ora vediamo come incredibili privilegi.

Tutti i settori economici hanno sofferto fortemente, con impatti non ancora pienamente definibili.

Tra i settori più colpiti rientra senz’altro quello del Turismo e della Cultura. Un settore che sembrava destinato a crescere in eterno e che invece, all’improvviso, si è bloccato.

In questo quadro grigio, desideriamo riaccendere la speranza.

I dati emersi dell’Osservatorio Nazionale del Turismo presentati all’ultima TTG di Rimini delineano chiaramente alcuni cambiamenti importanti nelle caratteristiche della domanda turistica, da tenere in considerazione da qui in avanti. Una vera e propria, felice, eredità da consegnare alle nuove generazioni non solo di viaggiatori ma di operatori di uno dei settori più affascinanti e potenti dell’economia.

Li abbiamo raccolti in una speciale playlist tutta da leggere… e da ascoltare!

Musica, maestro!

Il ragazzo della via Gluck

Già prima dello scoppiare della pandemia da Coronavirus, l’attenzione alla salvaguardia del nostro pianeta e quindi all’impatto dei viaggi era alta.

Le ultime novità riguardano il tentativo di Google Maps di orientare chi usa l’app verso l’efficienza in termini di riduzione dell’impronta ecologica. Grazie all’intelligenza artificiale, chi usa Google Maps negli Stati Uniti può infatti individuare il percorso meno inquinante per raggiungere la meta. Il sistema prende in considerazione la pendenza della strada, lo stato del traffico e il consumo di carburante, e poi suggerisce il tragitto eco-friendly contrassegnandolo con l’icona di una foglia verde. Skyscanner, uno dei principali motori di ricerca per voli del mondo, ha introdotto delle “eco-labels” per segnalare i voli che emettono una minor quantità di CO2.

Altre realtà meno note stanno lavorando per rendere la sostenibilità una scelta competitiva per le imprese: è il caso della startup Up2you, che incentiva e premia i comportamenti sostenibili di persone e aziende, e quindi di turisti e strutture ricettive, attraverso un meccanismo di ricompensa che trasforma le abitudini dei consumatori e rivoluziona standard di settore diffusi ma non sostenibili.

È chiaro ormai a tutti che la sostenibilità guida e guiderà sempre di più le scelte dei viaggiatori e delle imprese. Occorrerà sempre di più lavorare sul monitoraggio degli impatti del turismo sul territorio e sul benessere delle comunità ospitanti. A tal proposito, sta destando un grandissimo interesse il lancio da parte di “The Data Appeal Company” del Destination Sustainability Index, indice che permetterà fin da subito alle destinazioni di prendere coscienza del loro stato di salute sulla sostenibilità e la qualità della vita allo scopo di lanciare azioni e interventi concreti per migliorare lo stato delle cose.

Paese mio, che stai sulla collina

Le esigenze di sicurezza sanitaria hanno offerto la possibilità ai visitatori di considerare come meta della propria vacanza territori al di fuori dei circuiti turistici tradizionali. Inoltre, il desiderio immutato di viaggiare ha aperto gli occhi sulla bellezza “vicino casa”, rendendoci più sensibili non solo alla conservazione del patrimonio, ma anche alla sua diffusione.

I borghi sono entrati al centro del dibattito pubblico, sia come luoghi dove trascorrere alcuni giorni di “svago”, immersi nella natura e nella storia, sia come luoghi da riabitare, dove ritrovare un nuovo equilibrio.

Sin dalla nascita di Expirit, abbiamo dedicato tutte le nostre attenzioni a queste terre dai più dimenticate. È ora di riaccendere la luce anche qui, e farlo in maniera permanente. Siamo felici di far parte della famiglia del Forum Borghi, iniziativa, ideata e promossa da Host B2B, con l’obiettivo di trasformare i piccoli centri in prodotti turistici organizzati.

We are the world

Fortemente legata alla sostenibilità, è la tendenza dei viaggiatori a desiderare di supportare concretamente le comunità ospitanti. Non più spettatori passivi, ma veri e propri “agenti del cambiamento”, che desiderano lasciare la propria “impronta” positiva sul territorio attraversato.

Questa sensibilità rinnovata per la sostenibilità del viaggio, per le “piccole realtà” e per l’autenticità delle esperienze rappresenta una grande opportunità per tutti quei territori che saranno in grado di valorizzare e comunicare la propria unicità. I borghi non sono tutti uguali, e per fortuna qualcuno se ne sta accorgendo.

Aziende come la nostra lavorano (anche) sul posizionamento turistico, ossia sulla capacità di un luogo di prendere una posizione netta nella mente del suo pubblico. Vi invitiamo a scoprire cosa stiamo facendo per il Comune di Deruta (PG), paese dell’arte civile!

Una vita in vacanza

Direbbero i più maliziosi… La consapevolezza generata dalla pandemia di poter lavorare “ovunque” sta aprendo le porte al mercato dei cd. digital nomads. Un mercato che se prima includeva principalmente freelancer, oggi si sta aprendo anche al lavoro dipendente.

Sono tantissime le aziende e i territori che hanno percepito l’opportunità. Basti pensare ad Airbnb, dove attraverso una nuova funzionalità, gli ospiti potranno vedere la velocità del wi-fi direttamente sull’annuncio prima ancora di prenotare. Chi saprà andare incontro alle reali esigenze di chi lavora da remoto (che non è solo il wifi veloce), potrà trarre il massimo da questo trend emergente.

Noi di Expirit crediamo che l’Italia possa rappresentare, grazie al proprio patrimonio culturale e naturalistico unico al mondo, la meta da sogno per chi lavora a distanza. Per questo stiamo proponendo percorsi di “trasformazione” dei comuni italiani che desiderano accogliere questo nuovo pubblico, supportando le comunità locali a dotarsi di tutti quei servizi fisici, tecnologici e umani che rendono un borgo un vero e proprio “smart village”.

Wonderwall

Dal wonderwall degli Oasis al wondermust di Sharewood, noto tour operator italiano specializzato nel settore outdoor, è un attimo.

Una parola formata dal verbo inglese to wonder, che significa meravigliarsi, sorprendersi e il termine must che implica un dovere, una forte necessità. E chi non ha provato un forte bisogno di farsi sorprendere – o scuotere addirittura – durante tutti questi mesi di pandemia che ci hanno visti costretti in casa o, nel migliore dei casi, confinati nelle nostre città? Si sa che viaggiare è uno dei piaceri della vita che permette di allontanarsi non solo fisicamente ma anche mentalmente da ciò che ci crea malessere e ansia

Pensate alle esperienze più belle che abbiate mai provato.

Avranno tutte una caratteristica in comune: vi hanno “sorpreso” e condotti alla conoscenza e alla scoperta del diverso, mettendo in discussione le certezze e le nostre convinzioni.

Viva la libertà (e la comodità)

Nonostante Google Maps, Booking, Skyscanner, The Fork (e potremmo continuare per molto…) viaggiare oggi non è affatto semplice, soprattutto quando si sceglie una meta estera e ci si sottopone alle continue modificazioni delle normative.

Le imprese vincenti sono quelle che ci semplificano la vita. Anche nel turismo.

È chiaro che il supporto della tecnologia rappresenta una leva strategica fondamentale: oltre a incoraggiare prenotazioni dell’ultimo minuto, a rendere più facile la gestione dei rimborsi e della logistica e a superare il “gap” linguistico, la prenotazione digitale permette di raccogliere dati in tempo reale sulle preferenze dei viaggiatori stessi. Dati che potrebbero consentire sul medio-lungo periodo una migliore corrispondenza tra domanda e offerta, prezzi dinamici e una personalizzazione dei servizi offerti.

Il passaggio al digitale è auspicabile anche per questioni igieniche: i menù cartacei hanno lasciato spazio all’utilizzo di qr code per accedere alla loro versione digitale, si preferiscono i metodi di pagamento con il minor contatto fisico possibile accanto a tutta una serie di misure precauzionali che sono ormai parte della nostra quotidianità.

Un mondo diverso. Ma fatto di viaggi. E chi vivrà vedrà.

Per fortuna, nulla ci fa credere che il desiderio di viaggi si sia spento o si sia affievolito.

Queste che vi abbiamo presentato sono alcune tendenze che con larghissima probabilità sono arrivate per restare e plasmare il turismo del futuro. Sta a noi accoglierle e gestirle affinché tali cambiamenti siano quelli di cui questo settore ha bisogno per rinascere dalle proprie ceneri.

Lungi dal tentativo di alleviare quello che è stato un violento trauma per l’economia mondiale e per tutto il settore, è nostro dovere indicare il “buono” che resta, e segnalare tutte le “evidenze” che ci facciano sperare che un domani, migliore, sia possibile.