BLOG – 8 miliardi di turisti spaziali

Chi non ha mai sognato di effettuare viaggi intergalattici, muoversi tra le stelle e scoprire luoghi che nessuno prima avesse mai toccato?

Un indizio… lo stiamo facendo già!

Il 4 aprile al Meet Forum di Portici-Napoli, ho incontrato il celebre astronauta italiano Paolo Nespoli, ospite dell’evento, il quale si è aperto sulle possibilità che l’uomo possa già iniziare ad effettuare viaggi nello spazio, non per scopi scientifici, bensì per scopi turistici.

Antonio Ferraro con l’astronauta Paolo Nespoli

“Il 95% della popolazione mondiale può andare nello spazio, senza particolari addestramenti”, così Nespoli risponde ai dubbi sulla preparazione psico-fisica che un potenziale turista spaziale debba affrontare prima di superare la stratosfera; seppur un viaggio nello spazio “dovrebbe durare almeno 10 giorni, affinché il corpo si abitui alle condizioni” continua Nespoli.

Ad oggi sono presenti già diverse realtà che offrono esperienze nello spazio anche a privati cittadini. È il caso di Virgin Galactic, del gruppo Virgin, che propone viaggi sub-orbitali, promettendo “il viaggio più emozionante e maestoso della tua vita, in un comfort e una facilità senza precedenti”.

Axiom è un’altra realtà che già sta portando sia in orbita che sulla Stazione Spaziale Internazionale astronauti privati, che, tramite missioni governative, riescono a compiere il loro desiderio di ricerca, seppur siano previsti dei periodi di addestramento prima di partire in missione.

Il progetto più ambizioso, al momento, è quello di Space X di Elon Musk, che già nel 2021 ha portato nella SSI quattro turisti e prevede di portare nello spazio e sulla luna un numero sempre maggiore di aspiranti astronauti.

Riguardo alla distanza dei viaggi spaziali, l’astronauta italiano suggerisce che “i primi viaggi saranno sicuramente attorno l’orbita terreste, che ci permetterebbe di ammirare la Terra in un modo assolutamente unico e incredibile, facendoci fare il giro del mondo in un’ora e mezza”; e continua, stuzzicando la fantasia, che “non è da escludere che in futuro, di pari passo con l’avanzamento delle scoperte scientifiche, si possa soggiornare anche in avamposti sulla Luna e su Marte”.

Ma prima di viaggiare con la mente oltre “i bastioni di Orione e le porte di Tannhäuser”, ritorniamo con i piedi a terra.

Il cielo notturno ha sempre ispirato sogni di esplorazione e avventura, spingendoci a guardare oltre i confini del nostro mondo, ma cosa succede quando abbassiamo lo sguardo dalle stelle per esplorare il mistero e la bellezza del nostro pianeta?

In questo nuovo capitolo dell’esplorazione, l’intelligenza artificiale (IA) si presenta come il compagno di viaggio ideale, un mezzo rivoluzionario che ci permette di scoprire i luoghi del nostro pianeta come mai prima d’ora.

Immaginate di poter mappare la biodiversità di una foresta pluviale senza muovere un passo dalla vostra scrivania, o di monitorare le migrazioni animali in tempo reale, cogliendo dettagli che solo l’occhio digitale dell’IA può distinguere. Queste non sono semplici fantasie, ma realtà concrete grazie ai droni autonomi, ai satelliti dotati di intelligenza artificiale e alle piattaforme di analisi dei dati ambientali.

L’era dell’esplorazione guidata dall’IA non è riservata solo a scienziati e ricercatori. Ora, ogni individuo può diventare un esploratore, armato con strumenti potenti che un tempo erano l’esclusiva di pochi eletti. Applicazioni mobili che utilizzano l’IA per identificare piante e animali, piattaforme che ci permettono di contribuire alla ricerca scientifica con i nostri smartphone, e la possibilità di partecipare a progetti di citizen science, trasformano tutti noi in partecipanti attivi nella scoperta del nostro mondo.

Mentre continuiamo a sognare viaggi verso stelle lontane, l’IA ci invita a rivolgere lo sguardo più vicino, a riscoprire e a esplorare il nostro pianeta con nuovi occhi. Questa tecnologia non è solo uno strumento, ma un compagno che arricchisce la nostra comprensione e la nostra connessione con la Terra.

“Siamo tutti astronauti sulla navicella Terra”

Così ha concluso il suo intervento Paolo Nespoli al Meet Forum, lasciandoci intendere che sulla Terra, noi stiamo già viaggiando per lo spazio infinito dell’universo, a bordo della nostra navicella, come 8 miliardi di turisti spaziali.

Citando anche il pioniere “dell’economia della navicella” Kenneth Boulding, ci tengo a sottolineare come noi, 8 miliardi di astronauti, viviamo su una stessa navicella, dove all’interno della quale coesistono sia le risorse finite con cui ci sostentiamo, sia i rifiuti che noi produciamo durante la nostra esistenza. Pertanto, affinché continueremo a viaggiare a bordo nella nostra navicella e ad apprezzarne la bellezza, è necessario ripensare ai modelli di vita e di consumo.

Quindi, prendiamo le redini di questa opportunità e diventiamo gli esploratori del nostro tempo, non solo guardando verso l’infinito, ma anche apprezzando e difendendo la meraviglia che è proprio sotto i nostri piedi e davanti ai nostri occhi.

Con l’intelligenza artificiale come nostro alleato, sperando che non tutti gli assistenti virtuali siano come HAL 9000 di “2001: Odissea nello Spazio”, chi può dire quali nuove scoperte ci attendono proprio qui, sul nostro bellissimo pianeta blu?

Antonio Ferraro

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