BLOG – Giro d’Italia. Il motore rosa del turismo

Nel mese di maggio, le strade italiane si tingono di rosa con l’arrivo del Giro d’Italia, una delle competizioni ciclistiche più prestigiose al mondo. Questo evento non solo celebra lo sport e la resistenza umana, ma svolge anche un ruolo cruciale nella promozione del turismo in Italia. Il Giro d’Italia 2024 appena andato in archivio con la splendida vittoria dello sloveno Tadej Pogačar che ha pienamente rispettato i pronostici della vigilia che lo davano favorito per il titolo.

Questa affascinante manifestazione ci dà il La per un approfondimento sullo speciale connubio che ormai da tempo lega la gara al settore del turismo.

Con la sua iconica Maglia Rosa, il Giro attira ogni anno migliaia di visitatori, non solo appassionati di ciclismo ma anche turisti curiosi di scoprire le bellezze del Bel Paese. Ogni tappa attraversa città e borghi che diventano per un giorno il centro dell’attenzione mondiale, contribuendo a un notevole incremento del flusso turistico.

Una competizione che nel corso dei decenni si è evoluta sotto tanti punti di vista. Dal 1937 quando Bartali conquistò le prime storiche Dolomiti, allo storico scontro dello stesso Bartali e Coppi nel ’49 in un’edizione dove l’Italia era ancora segnata dal secondo conflitto mondiale. Arrivando poi agli anni del “Pirata” Marco Pantani e la sua rimonta sull’Oropa del 1999.

Momenti unici di sport a cui hanno sempre fatto da sfondo location mozzafiato più o meno note. Un aspetto sicuramente centrale nell’organizzazione del Giro in cui, ogni anno, si alternano passaggi nelle grandi città e nei piccoli borghi. Gli appassionati sanno benissimo che i momenti più avvincenti di ogni edizione sono quelli che si svolgono in montagna. Immancabili dunque, le tappe interamente dedicate ai paesaggi alpini e appenninici.

Secondo uno studio della Camera di Commercio di Milano, il Giro d’Italia genera un indotto economico di oltre 100 milioni di euro ogni anno. Questo dato comprende spese di organizzazione, alloggi, ristorazione, trasporti e shopping da parte dei turisti. Inoltre, il Giro crea migliaia di posti di lavoro temporanei, sia diretti che indiretti, contribuendo alla vitalità economica delle regioni coinvolte.

Nel 2022, la città di Verona ha ospitato l’ultima tappa del Giro, gli alberghi della città hanno registrato il tutto esaurito con settimane di anticipo, e i commercianti locali hanno riportato un incremento delle vendite del 30% durante il weekend finale. Un altro esempio emblematico è rappresentato da Matera, città patrimonio UNESCO, che ha ospitato la partenza della tappa nel 2019. Durante il periodo del Giro, Matera ha registrato un aumento del 20% delle presenze turistiche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli spettatori hanno avuto l’opportunità di scoprire la storia e la cultura della città dei sassi, portando benefici economici alle attività ricettive e commerciali del territorio.

Uno degli aspetti più affascinanti del Giro d’Italia è poi la capacità di mettere in luce luoghi meno conosciuti. Le tappe del Giro spesso attraversano aree rurali, borghi storici e parchi naturali, offrendo visibilità a destinazioni turistiche che altrimenti potrebbero rimanere nell’ombra.

Nel 2021, ad esempio, la tappa che ha attraversato la regione del Molise ha messo sotto i riflettori questa piccola regione del Sud Italia, spesso trascurata dai circuiti turistici tradizionali. Grazie alla copertura mediatica internazionale, il Molise ha visto un incremento del 15% delle prenotazioni turistiche nei mesi successivi.

Un discorso che abbiamo approfondito con Carlo Pasqualini, Responsabile del progetto “Bike Hospitality*” della Federazione Ciclistica Italiana.

Carlo Pasqualini, Responsabile del progetto “Bike Hospitality” della Federazione Ciclistica Italiana

«I comuni, soprattutto i piccoli borghi, hanno ormai compreso l’importanza che il Giro ha per la promozione turistica del territorio». Teniamo presente che la possibilità di ospitare la partenza di una tappa ha un costo che varia da 70mila a 100mila euro per la partenza, mentre per un arrivo si sale fino a duecentomila.

«Al di là della saturazione delle strutture ricettive portata direttamente dalla carovana (atleti, sponsor, organizzatori, staff tecnici, giornalisti,…), trovarsi su una tappa del Giro significa stare sotto il riflettore della mondovisione per diversi giorni. La sede di tappa viene pubblicata a inizio anno, per molti mesi il nome dei comuni circola in tutti gli ambienti sportivi e non solo.

Ci sono tantissimi tour operator che portano turisti a seguire il Giro. Alcuni hanno addirittura accordi con le stesse squadre per portare i turisti all’interno della loro vita nel mese della corsa. Ci sono visite alle officine e agli spazi esclusivi degli atleti.

Nel corso dei mesi successivi, in quelle destinazioni che riescono a dare seguito a queste attività si riscontra un grande beneficio. Un esempio importante è quello della Costa dei Trabocchi in Abruzzo. Per due anni, questo territorio è stato sede di alcune tappe e la destinazione è decollata parlando di flussi turistici. Oggi, la Costa dei Trabocchi è tra le mete più gettonate d’Italia per quanto riguarda il cicloturismo.

Organizzare il passaggio del Giro porta poi con sé tutta una serie di interventi collaterali. Vengono asfaltate le strade per la sicurezza degli atleti, si mette in moto la macchina del decoro urbano. Tutti aspetti volti a dare un’immagine positiva “a favore di telecamera” che poi rimangono anche (e soprattutto) alla cittadinanza e ai turisti».

Guardando al futuro, il Giro d’Italia continuerà a essere un catalizzatore per il turismo. Le nuove tecnologie e i social media amplificano la portata dell’evento, permettendo a un pubblico globale di seguire le tappe in tempo reale e di essere ispirato a visitare l’Italia. Inoltre, la crescente attenzione verso il turismo sostenibile si sposa perfettamente con l’essenza del Giro, che promuove uno stile di vita attivo e il rispetto per l’ambiente.

Mattia Cocchi

*L’iniziativa si pone l’obiettivo di creare una collaborazione con i soggetti pubblici (Comuni) e privati (strutture ricettive, operatori enogastronomici e del turismo) che attuano attività di promozione dell’uso della bicicletta per la mobilità quotidiana e per la promozione turistica. Ai Comuni che vengono riconosciuti come “BIKE HOSPITALITY approvata dalla Federazione Ciclistica Italiana”, la Federazione Ciclistica Italiana mette a disposizione dei progetti di mobilità sostenibile, per la promozione turistica e per l’avviamento all’attività giovanile, la propria struttura organizzativa, diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale.

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The foundations.

Roots are an essential element for the success of a destination. They correspond to the sense of belonging to a community, to the active participation in it and to the passion for a territory, together with a shared will of working closely to make it prosper.