“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”

Winston Churchill

Il Covid ha stravolto la vita di tutti noi. Dal fare la spesa al supermercato al salutare un amico, al visitare un familiare in ospedale. Abbiamo dovuto apprendere nuove forme di interazione e rinunciare ad alcune abitudini che prima erano la normalità e che soltanto ora vediamo come incredibili privilegi.

Tutti i settori economici hanno sofferto fortemente, con impatti non ancora pienamente definibili.

Tra i settori più colpiti rientra senz’altro quello del Turismo e della Cultura. Pensate che prima del 2020 l’industria turistica era in un’ascesa così forte che il calo del 72% dei viaggi nei primi dieci mesi del 2020 rispetto a un anno prima ha riportato i viaggi internazionali al punto in cui erano nel 1990 (Economist, 2021). Un settore che sembrava destinato a crescere in eterno e che invece, all’improvviso, si è bloccato.

In questo quadro grigio, desideriamo riaccendere la speranza.

Con l’allentarsi delle restrizioni, i turisti hanno ricominciato a muoversi e stiamo – finalmente – assistendo a una lenta ma decisa ripresa a partire dai mesi estivi di quest’anno.


I dati emersi dell’Osservatorio Nazionale del Turismo presentati all’ultima TTG di Rimini delineano chiaramente alcuni cambiamenti importanti nelle caratteristiche della domanda turistica, da tenere in considerazione da qui in avanti. Una vera e propria, felice, eredità da consegnare alle nuove generazioni non solo di viaggiatori ma di operatori di uno dei settori più affascinanti e potenti dell’economia.

Musica, maestro!

Il ragazzo della via Gluck

Già prima dello scoppiare della pandemia da Coronavirus, l’attenzione alla salvaguardia del nostro pianeta e quindi all’impatto dei viaggi era alta.

Dai percorsi meno inquinanti alla mappa dello sharing sino ai semafori smart: le ultime novità riguardano il tentativo di Google Maps di orientare chi usa l’app verso l’efficienza in termini di riduzione dell’impronta ecologica. Grazie all’intelligenza artificiale, chi usa Google Maps negli Stati Uniti può infatti individuare il percorso meno inquinante per raggiungere la meta. Il sistema prende in considerazione la pendenza della strada, lo stato del traffico e il consumo di carburante, e poi suggerisce il tragitto eco-friendly contrassegnandolo con l’icona di una foglia verde. Skyscanner, uno dei principali motori di ricerca per voli del mondo, ha introdotto delle “eco-labels” per segnalare i voli che emettono una minor quantità di CO2.

Altre realtà meno note stanno lavorando per rendere la sostenibilità una scelta competitiva per le imprese: è il caso della startup Up2you, che incentiva e premia i comportamenti sostenibili di persone e aziende, e quindi di turisti e strutture ricettive, attraverso un meccanismo di ricompensa che trasforma le abitudini dei consumatori e rivoluziona standard di settore diffusi ma non sostenibili.

È chiaro ormai a tutti che la sostenibilità guida e guiderà sempre di più le scelte dei viaggiatori e delle imprese. Occorrerà sempre di più lavorare sul monitoraggio degli impatti del turismo sul territorio e sul benessere delle comunità ospitanti. A tal proposito, sta destando un grandissimo interesse il lancio da parte di “The Data Appeal Company” del Destination Sustainability Index, indice che permetterà fin da subito alle destinazioni di prendere coscienza del loro stato di salute sulla sostenibilità e la qualità della vita allo scopo di lanciare azioni e interventi concreti per migliorare lo stato delle cose.

Paese mio, che stai sulla collina

Benchè le preoccupazioni in merito all’impatto del turismo e in particolare del turismo di massa fossero già forti prima del covid, sembrava di essere ormai all’interno di un circolo vizioso dal quale sottrarsi sarebbe stato drammatico per chi ne avesse avuto il coraggio.

Fermarsi e fronteggiare da un’altra prospettiva il problema del sovraffollamento ha indotto finalmente alcune destinazioni a sviluppare idee e soluzioni per proteggere e promuovere un equilibrio tra i visitatori e le comunità locali.

Non solo. Le esigenze di sicurezza sanitaria hanno offerto la possibilità ai visitatori di considerare come meta della propria vacanza territori al di fuori dei circuiti turistici tradizionali. Inoltre, il desiderio immutato di viaggiare ha aperto gli occhi sulla bellezza “vicino casa”, rendendo tutti più sensibili non solo alla conservazione del patrimonio, ma anche alla sua diffusione.

I borghi sono entrati al centro del dibattito pubblico, sia come luoghi dove trascorrere alcuni giorni di “svago”, immersi nella natura e nella storia, sia come luoghi da riabitare, dove ritrovare un nuovo equilibrio. Un recente sondaggio (G Adventure) ha evidenziato il ruolo centrale del viaggio come elemento chiave per il proprio benessere fisico e soprattutto mentale (97%), tant’è che oltre la metà degli intervistati ha affermato di desiderare una totale disconnessione dai social media e in generale dai dispositivi elettronici durante le proprie vacanze (58%).

Quale miglior luogo dei borghi italiani per realizzare tutto questo?

Sin dalla nascita di Expirit, abbiamo dedicato tutte le nostre attenzioni a queste terre dai più dimenticate. È ora di riaccendere la luce anche qui, e farlo in maniera permanente. Siamo felici di far parte della famiglia del Forum Borghi, iniziativa, ideata e promossa da Host B2B, con l’obiettivo di trasformare i piccoli centri in prodotti turistici organizzati.

We are the world

Fortemente legata alla sostenibilità, è la tendenza dei viaggiatori a desiderare di supportare concretamente le comunità ospitanti. Non più spettatori passivi, ma veri e propri “agenti del cambiamento”, che desiderano lasciare la propria “impronta” positiva sul territorio attraversato.

Questa sensibilità rinnovata per la sostenibilità del viaggio, per le “piccole realtà” e per l’autenticità delle esperienze rappresenta una grande opportunità per tutti quei territori che saranno in grado di valorizzare e comunicare la propria unicità. I borghi non sono tutti uguali, e per fortuna qualcuno se ne sta accorgendo.

Aziende come la nostra lavorano (anche) sul posizionamento turistico, ossia sulla capacità di un luogo di prendere una posizione netta nella mente del suo pubblico. Vi invitiamo a scoprire cosa stiamo facendo per il Comune di Deruta (PG), paese dell’arte civile!

Una vita in vacanza

Direbbero i più maliziosi… La consapevolezza generata dalla pandemia di poter lavorare “ovunque” sta aprendo le porte al mercato dei cd. digital nomads. Un mercato che se prima includeva principalmente freelancer, oggi si sta aprendo anche al lavoro dipendente.

Sono tantissime le aziende e i territori che hanno percepito l’opportunità. Basti pensare ad Airbnb, dove attraverso una nuova funzionalità, gli ospiti potranno vedere la velocità del wi-fi direttamente sull’annuncio prima ancora di prenotare. Chi saprà andare incontro alle reali esigenze di chi lavora da remoto (che non è solo il wifi veloce), potrà trarre il massimo da questo trend emergente.

Noi di Expirit crediamo che l’Italia possa rappresentare, grazie al proprio patrimonio culturale e naturalistico unico al mondo, la meta da sogno per chi lavora a distanza. Per questo stiamo proponendo percorsi di “trasformazione” dei comuni italiani che desiderano accogliere questo nuovo pubblico, supportando le comunità locali a dotarsi di tutti quei servizi che fanno un borgo un vero e proprio “smart village”.

Wonderwall

Dal wonderwall degli Oasis al wondermust di Sharewood, noto tour operator italiano specializzato nel settore outdoor, è un attimo.

Una parola formata dal verbo inglese to wonder, che significa meravigliarsi, sorprendersi e il termine must che implica un dovere, una forte necessità. E chi non ha provato un forte bisogno di farsi sorprendere – o scuotere addirittura – durante tutti questi mesi di pandemia che ci hanno visti costretti in casa o, nel migliore dei casi, confinati nelle nostre città? Si sa che viaggiare è uno dei piaceri della vita che permette di allontanarsi non solo fisicamente ma anche mentalmente da ciò che ci crea malessere e ansia

Wondermust rappresenta il desiderio innato di ognuno di noi di meravigliarsi di fronte al mondo e quindi a ciò che è insito nei viaggi e che porta alla conoscenza e alla scoperta del diverso, mettendo in discussione le certezze e le nostre convinzioni. Di quanto wondermust avremmo tutti bisogno!

Viva la libertà (e la comodità)

Nonostante Google Maps, Booking, Skyscanner (e potremmo continuare per molto…) viaggiare oggi non è affatto semplice, soprattutto quando si sceglie una meta estera e ci si sottopone alle continue modificazioni delle normative.

Le imprese vincenti sono quelle che ci semplificano la vita. Anche nel turismo.

Pensate a “The Fork” e alla “rivoluzione” di poter prenotare un pranzo o una cena con due click. Comodissimo, soprattutto se siete in viaggio in un posto in cui non conoscete la lingua e desiderate pianificare al meglio il vostro soggiorno. Chi aderisce ora ottiene una notevole visibilità (non sono ancora moltissimi in Italia ad aver aderito a questa piattaforma), chi aderirà domani, sarà uno tra tanti. Ma anche in questo caso, come lo è stato per le piattaforme di prenotazione alberghiere online, il futuro è segnato. 

È chiaro che il supporto della tecnologia rappresenta una leva strategica fondamentale: oltre a incoraggiare prenotazioni dell’ultimo minuto, a rendere più facile la gestione dei rimborsi e della logistica e a superare il “gap” linguistico, la prenotazione digitale permette di raccogliere dati in tempo reale sulle preferenze dei viaggiatori stessi. Dati che potrebbero consentire sul medio-lungo periodo una migliore corrispondenza tra domanda e offerta, prezzi dinamici e una personalizzazione dei servizi offerti.

Il passaggio al digitale è auspicabile anche per questioni igieniche: i menù cartacei hanno lasciato spazio all’utilizzo di qr code per accedere alla loro versione digitale, si preferiscono i metodi di pagamento con il minor contatto fisico possibile accanto a tutta una serie di misure precauzionali che sono ormai parte della nostra quotidianità.

Je so’ pazzo

A chi non piace una bella sorpresa? La compagnia aerea giapponese low cost Peach ha installato in alcuni quartieri di Osaka dei distributori automatici, molto simili a quelli utilizzati per i giochi e le caramelle, per vendere alcuni voli con destinazione a sorpresa.

Per chi non lo sapesse, i distributori automatici vanno molto di moda in Giappone. All’interno vi è possibile trovare qualsiasi tipo di gadget. Nessuno però, prima d’ora, aveva mai pensato di inserire all’interno dei gusci dei biglietti aerei. All’interno di ogni pallina di plastica che si pesca a caso dal distributore c’è non solo un biglietto aereo con una destinazione a caso all’interno del Paese, ma anche una missione da compiere nel luogo che si visita.

In un mondo dominato dalla “routine”, amiamo tutti essere sorpresi… e affidarci un po’ anche al caso. Viaggiare senza pensarci troppo, ma facendoci sorprendere dalla bellezza e dall’originalità del posto o dalla convenienza. Questa consapevolezza ha suggerito a Skyscanner prima ed Airbnb ora di creare il pulsante “Esplora” e dare la possibilità ai viaggiatori di trovare il proprio luogo del cuore, senza alcuna premeditazione.

Non solo: nonostante l’ultimo anno di costante incertezza sul futuro, Airbnb ha scelto di estendere la finestra di prenotazione di un soggiorno fino a un anno prima. L’azienda ha visto un boom nell’utilizzo delle prenotazioni flessibili e ha deciso di ampliare quella funzionalità. Le persone desiderano tornare a viaggiare e farlo anche per lunghi periodi, senza troppi vincoli.

Un mondo diverso. Ma fatto di viaggi. E chi vivrà vedrà.

Per fortuna, nulla ci fa credere che il desiderio di viaggi si sia spento o si sia affievolito.

Queste che vi abbiamo presentato sono alcune tendenze che con larghissima probabilità sono arrivate per restare e plasmare il turismo del futuro. Sta a noi accoglierle e gestirle affinché tali cambiamenti siano quelli di cui questo settore ha bisogno per rinascere dalle proprie ceneri.

Lungi dal tentativo di alleviare quello che è stato un violento trauma per l’economia mondiale e per tutto il settore, è nostro dovere indicare il “buono” che resta, e segnalare tutte le “evidenze” che ci facciano sperare che un domani, migliore, sia possibile.

I Prerequisiti.

Le radici – elemento imprescindibile per il successo di una destinazione – sono da ricercare nell’appartenenza della comunità, nella partecipazione, nell’amore per il proprio territorio, nel desiderio e nell’impegno condiviso di adoperarsi per crescere.